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2006-10-07 Golden Week nel Kyushu 九州旅行 parte 1 - Matsuyama 松山Siamo partiti quindi io e la Segre dall'aeroporto di Haneda, alla volta di Matsuyama.
Durante quell'oretta di volo abbiamo tradotto una canzone degli Stadio
("In paradiso con te"). Atterrati, sono venuti a prenderci la Bretone e il ricercatore Idetoshi, mio coetaneo (ecco uno che ha chiesto la mano della fidanzata a suo padre, per esempio). Siamo andati in un ristorante denominato italiano/giapponese, che in realtà non aveva nulla di italiano, perché abbiamo mangiato sashimi e altre cose giappe, però erano preparate con una certa qual originalità. Siamo approdati a casa della Bretone e abbiamo dormito nei futon, con un cuscino pieno di chicchi di grano saraceno. Il mattino dopo, mentre la Bretone andava a lavorare all'Università per l'ultimo giorno, la Segre e io siamo andati a visitare il castello di Matsuyama, che sta sulla cima di un colle verdeggiante al centro della città; un po' come il castello di Udine, solo più grande. Durante la salita si è messa a strillare come un'aquila quando ha visto un bruco appeso a un filo. Meno male che è nata in campagna. Il castello è il tipico castello giappo (sono un po' tutti uguali, mi sa, a parte quello di Okinawa che è stile un po' cinese), ma ha la particolarità che vi è ambientato un monogatari (romanzo) del periodo Meiji (seconda metà '800), il famoso "Botchan". Infatti, c'era una figurante vestita da Madonna, una delle personaggie, con cui la Segre ha insistito che mi facessi fotografare. A ora di pranzo ci siamo rifocillati in un locale microscopico (4 posti al banco, e basta) dietro al castello, che faceva l'okonomiyaki sia nella versione di Osaka che in quella di Hiroshima. Ho fotografato tutte le fasi della preparazione, il problema è che non so esattamente che cosa ci stavano mettendo dentro. Comunque era da quando leggevo Rough che volevo provare l'okonomiyaki. Poi però volevo la mia dose quotidiana di templi, per cui ho trascinato la Segre fino al santuario shinto di Isaniwa-jinja, dove mi sono fatto spiegare da lei come si dice "non solo... ma anche..." in giappo (era complicatissimo e non me lo ricordo più), e poi fino al tempio buddista di Ishite-ji. Qui la Segre, che si dichiara "buddista ma non religiosa", ha acceso l'incenso e ha suonato la campana a martello. Ha dato dei bastoncini d'incenso anche a me. Non sono buddista, nonostante la paura di mia nonna che finisca per convertirmi a contatto coi giappi, ma non volevo mettermi a discutere in un tempio. Pare del resto che da queste parti sia un segno di rispetto comportarsi da buddista in un tempio buddista, anche se non lo sei. Ma accendendo i suddetti bastoncini mi stavo semiustionando la mano, per cui li ho lanciati verso il braciere con un gesto sconnesso anziché infilarli nella cenere. Questo tempio, abbondante di statue e decorazioni, era abbastanza affollato (e rumoroso), perché fa parte del circuito sacro degli 88 templi dello Shikoku, che i pellegrini vestiti di bianco (detti henro) usano visitare in sequenza. Il sole stava ormai per tramontare quando abbiamo raggiunto i bagni pubblici storici di Dougo Onsen, uno dei pochi edifici civili antichi che ho visto in Giappone, esclusi i castelli. L'unico modo per visitare questo edificio è fare un bagno, cosa di cui la Segre ha colto l'occasione (molto saggia, visto che ci aspettava una nottata in traghetto con successivo treno verso Nagasaki). Io invece, dopo aver pagato 400 yen di biglietto, non me la sono sentita di sfidare il tempo che stringeva, la folla immane e le urla aggressive del personale: "chiketto! chiketto!" (=ticket), e sono rimasto ad aspettarla nel corridoio, guardando le figure di un volume che illustrava come questi bagni hanno ispirato le scenografie del film "La Città incantata" http://filmup.leonardo.it/sc_spiritedaway.htm di Hayao Miyazaki. Con il tram abbiamo quindi raggiunto la Bretone e ci siamo avviati alla stazione, con una certa concitazione perché cominciava a esser tardi. La Segre ha fatto un paio di telefonate in giappo per capire quale autobus dovevamo prendere, e per fortuna, perché stavamo per sbagliare. In mezz'ora di treno abbiamo raggiunto il porto e ci siamo imbarcati sul traghetto per Kokura verso le dieci di sera, non senza aver fatto scorta di strap di Hello Kitty al negozio di souvenir del porto. Golden Week nel Kyushu 九州旅行 - parte 0 Kyushu. Il primo viaggio di più giorni da quando sono in Giappone.
in Kyushu??? Mi chiede incredula la ex-Segre. in Kyushu??? Mi chiede incredula la Dea. Perché proprio Kyushu? Perché non a Kyoto e Nara, o a Okinawa, o in altri posti più interessanti? Facciamo un passo indietro: dovete sapere che la mia collega Bretone è stata quattro mesi a Matsuyama, nello Shikoku. Prima di partire da Roma le avevo lasciato in eredità il mio manuale HUGO "Simplified Japanese" che era stato il mio fido compagno di metropolitana per due mesi, e ci eravamo scambiati un po' di opinioni. Sapere il giappo le sarebbe servito assai più che a me: Matsuyama non è Tokyo, occidentali neanche l'ombra e gli studenti non se la cavavano molto con l'inglese. Quattro mesi abbastanza solitari, eccezion fatta per i viaggi in giro per il Giappone. Però ha visto il "vero" Giappone, la provincia profonda dove l'uomo celibe chiede ancora la mano della fidanzata a suo padre, il quale si fa un punto d'onore di bravo padre a fargli il terzo grado per l'occasione, premurandosi di sapere per prima cosa quanto guadagna. Insomma, la mia collega aveva già visto Hiroshima, Kyoto, Nara e Himeji. A me non garbava l'idea di viaggiare da solo e quindi mi sono aggregato a lei nel suo progetto di visitare l'isola di Kyushu. Per far meglio, ho aggregato anche la Segre. L'itinerario alla fine l'abbiamo stabilito io e la Segre, che ha fatto tutte le prenotazioni degli alberghi e dei mezzi di trasporto via internet, nonostante Kira fosse quasi riuscita a fare prima e meglio di lei. Questo il piano, accettato dalla Bretone praticamente a scatola chiusa, perché durante la preparazione era in giro con i suoi: ![]() Tokyo - Matsuyama: volo JAL (28000 yen) Visita a Matsuyama (castello) e pernottamento a casa della Bretone Matsuyama-Kokura: - traghetto notturno (4400 yen) Kokura - Nagasaki: treno (4900 yen) Visita a Nagasaki (hotel: 4200 yen) Nagasaki - Unzen: corriera (1900 yen) Visita a Unzen e al vulcano attivo Fugen-Dake Unzen-Shimabara: corriera (800 yen) Shimabara - Kumamoto: traghetto (900 yen) Visita a Kumamoto (hotel 4800 yen) Da qui, divisione dei percorsi: La Bretone: Kumamoto - Oita: treno Oita - Matsuyama: traghetto diurno (3500 yen) La Segre e io: Kumamoto - Kagoshima: treno (shinkansen 6700 yen) Visita a Kagoshima (6500 yen) o a Kirishima (zona vulcanica) Kagoshima - Tokyo: volo ANA (21000 yen) |
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